Prima di delegare, una domanda scomoda: PERCHÈ? Rispondere fa la differenza

IL TUO PERCHé BUSSOLA CHE DA LA DIREZIONE ALLA TUA DELEGA

Quando il carico di lavoro aumenta, la prima reazione è spesso quella di cercare qualcosa da delegare.

Report, analisi, presentazioni, riunioni. Apriamo la nostra lista delle attività e iniziamo a individuare quelle che potremmo trasferire a un collaboratore. Ma c’è un passaggio che rischiamo di saltare.

Prima di decidere COSA delegare, abbiamo chiarito PERCHÉ vogliamo o dobbiamo farlo?

“Per liberare tempo”, potresti rispondere. Certo che sì! …ma il punto è: TEMPO per fare COSA?

Pensa a un manager che vuole avere maggiore visibilità in azienda, partecipare ai processi decisionali e dedicare più tempo alle attività strategiche. Il suo obiettivo è passare da mille call ai tavoli dove si decide.

Pensa ora a un altro manager che vuole semplicemente tornare a casa a un orario ragionevole, riprendere a fare sport o trascorrere più tempo con la famiglia.

Entrambi vogliono liberare tempo. Ma lo vogliono utilizzare per scopi completamente diversi. E questo influenzerà inevitabilmente le attività che sceglieranno di delegare.

Ecco perché considero il PERCHÉ una BUSSOLA: ti aiuta a scegliere le attività su cui intervenire e a mantenere il focus sul risultato che vuoi ottenere.

Nella pratica, questo significa anche distinguere le attività che continuano ad assorbire il nostro tempo dagli obiettivi sui quali abbiamo realmente bisogno di concentrarlo. Non sempre le due cose coincidono. Alcune attività rimangono importanti, altre ci sono semplicemente più familiari, ma questo non significa che debbano continuare ad avere lo stesso peso nella nostra agenda.

È una distinzione che ho dovuto affrontare personalmente nel passaggio da un ruolo all’altro.

 

Nel corso della mia carriera sono passata dal Business Development al Project Delivery, e dal coordinamento di piccoli team alla responsabilità di una struttura di circa 60 persone.

Clienti, progetti e risultati continuavano a essere importanti, ma avevo bisogno di dedicare maggiore attenzione alla gestione delle persone, allo sviluppo del team e alle decisioni organizzative.

Il rischio era continuare a concentrare gran parte del mio tempo nelle attività che conoscevo meglio, sottraendolo ad altre responsabilità che richiedevano il mio coinvolgimento.

Il mio “PERCHÉ DELEGARE” era quindi molto chiaro: recuperare tempo da dedicare alla gestione e allo sviluppo del TEAM.

 

Nel precedente articolo sul rework ho affrontato un problema frequente: deleghi un’attività e finisci per rifarla. Ma esiste anche una situazione meno evidente: il lavoro viene svolto correttamente, eppure non ottieni il risultato per cui avevi deciso di delegarlo.

Immagina di affidare a un collaboratore la preparazione di un report ricorrente: il lavoro viene svolto correttamente, nei tempi previsti e senza richiedere ulteriori interventi da parte tua. Da un punto di vista operativo, la delega ha funzionato. Ma che cosa è cambiato nella tua settimana?

Se il tempo recuperato viene immediatamente assorbito da altre riunioni, richieste e attività, potresti ritrovarti esattamente nella situazione di partenza. Hai trasferito un compito, ma il risultato che volevi ottenere è ancora lontano.

Agenda ancora piena anche dopo la delega

È una distinzione importante: la corretta esecuzione di un’attività delegata non coincide necessariamente con il raggiungimento del tuo obiettivo di delega.

Se volevi recuperare spazio per partecipare alle decisioni strategiche, è su quello che dovresti misurare il cambiamento. Se invece volevi tornare a casa a un orario ragionevole, avere qualche ora libera in agenda che viene puntualmente riempita da altre attività non rappresenta un grande progresso.

Il PERCHÉ diventa quindi anche il criterio con cui valutare l’efficacia della delega, non soltanto il punto da cui partire per decidere cosa affidare ad altri.

 

“Dovrei delegare di più”

Ma perché? Perché è ciò che ci si aspetta da un buon manager? Perché in azienda si insiste sulla necessità di sviluppare l’autonomia dei collaboratori? O semplicemente perché abbiamo interiorizzato l’idea che delegare sia, di per sé, una buona pratica?

Sono tutte motivazioni legittime. Ma non è detto che coincidano con il TUO vero PERCHÉ.

Spesso ci fermiamo alla prima risposta, quella più immediata e apparentemente evidente, senza interrogarci su cosa ci sia realmente dietro. E rischiamo così di adottare obiettivi che rispondono più alle aspettative degli altri che alle nostre esigenze. Il passaggio fondamentale è proprio questo: andare oltre la risposta automatica e capire perché TU, in questo momento, hai davvero bisogno di delegare.

Potresti scoprire che la tua motivazione coincide con ciò che gli altri si aspettano da te. Oppure che la tua priorità è completamente diversa.

Non devi trovare una motivazione che suoni bene o che sia giusta sulla carta. Devi riconoscere quella che conta davvero per te.

Perché una bussola ha senso soltanto se è coerente con la TUA direzione.

 

Prima di passare alla lista delle attività da delegare, prova a fermarti sulla domanda iniziale: “Perché è fondamentale per TE liberare quel tempo, proprio ORA?”.

È una domanda apparentemente semplice, ma spesso la prima risposta è anche la più automatica: “Per avere più tempo”, “Perché devo responsabilizzare il team”, “Perché non posso continuare a fare tutto”.

Non basta. Scava qui perché sei sul punto centrale: non come impiegare il tempo, ma quale esigenza reale, personale e attuale ti spinge a volerlo recuperare.

Quando, io per prima, mi trovo ad affrontare questo tipo di riflessione, mi aiuta molto utilizzare quelle che chiamo le “3S”: tre verifiche per andare oltre la risposta immediata e mettere realmente a fuoco il proprio PERCHÉ-BUSSOLA.

Un PERCHÉ che deve essere:

S di SPECIFICO – Che cosa vuoi ottenere concretamente attraverso la delega? Niente massimi sistemi o condizionali: servono obiettivi concreti, non generiche dichiarazioni d’intenti.

S di SENTITO – Perché questo risultato è davvero importante per ME, proprio ORA? Deve essere una motivazione fondamentale, quella che ti permette di tenere botta anche quando, sulla delega, stai per cedere.

S di SOSTENIBILE – È un risultato realistico e raggiungibile nei tempi che mi sono dato? Serve una linea temporale chiara, non un generico «più o meno» o un «largo circa».

Non si tratta di trovare la risposta perfetta, ma di riconoscere una motivazione concreta, autenticamente tua e realisticamente perseguibile.

Perché è quella motivazione che dovrà guidarti quando arriverà il momento di scegliere cosa delegare.

Usa le 3S per definire il tuo PERCHè delegare

Sarah Sabina Zordan | Business Advisor, Coach & Mentor

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